Viaggi nel futuro

Che cosa serve per i viaggi nel futuro

Il primo romanzo di fantascienza italiano è stato publicato nel 1907, si intitola Le meraviglie del Duemila e lo ha scritto Emilio Salgari (uno che di viaggi e visionarietà se ne intendeva). Grazie alle straordinarie proprietà di una pianta misteriosa, due uomini si addormentano all’inizio del XX secolo per farsi risvegliare nell’anno 2003. Un balzo nel futuro, più che un viaggio, visto che non hanno la possibilità di tornare indietro.

La “meraviglia” del titolo è quella che continuamente provano i protagonisti  scoprendo via via i formidabili progressi tecnologici compiuti “in soli 100 anni”. Ma ci sono cambiamenti anche nella morale e nel senso di umanità. Il trattamento che la società del Duemila riserva a coloro che infrangono la legge appare disumano e sconvolgente agli uomini d’inizio 900.

I protagonisti del romanzo hanno dormito 100 anni e quindi non sono in grado di orientarsi e agire da soli. Totalmente smarriti e impreparati, vengono portati in giro dal pronipote di uno di loro. E se anche qualcosa non piace loro, possono solo accettare il fatto compiuto. È quello che succede quando dormi mentre intorno a te il mondo evolve e cambia, a tua insaputa.

A differenza dei personaggi di Salgari, per noi che viaggiamo con Disegnare il futuro il ritorno è sicuro. Ogni volta si torna al presente in modo da poterne fare altri, di viaggi, in futuri diversi. Perché non c’è un futuro soltanto, e soprattutto non possiamo prevedere con esattezza che cosa ci aspetta, che cosa accadrà, che cosa faremo accadere. Ma possiamo, ed è sano e utile, capire quali sono le probabilità, quali i nostri auspici e desideri, e decidere quali azioni mettere in campo fin da subito per far quadrare i conti il più possibile.

Ma c’è almeno una cosa di questo romanzo che ci ispira da vicino: appunto la meraviglia. Il fatto di osservare, anzi immergersi dentro un nuovo così nuovo da essere stupefacente. Altrimenti il pericolo è che tutta la faccenda si risolva in un inganno consolatorio. Un alibi che taciti la coscienza in questo mondo “liquido” e  innovativo, senza però realmente intaccare ciò che è noto e che ci fa sentire confortevoli (e confortati).

Affinché i nostri viaggi nel futuro siano davvero utili bisogna uscire dagli schemi e dai condizionamenti delle abitudini. Liberarsi del presente e dei pregiudizi. La sfida che ci diamo è quella di  avere uno sguardo pulito, una mente vergine, così da essere pronti a vedere l’inatteso, l’assurdo, il contraddittorio. Così da poter essere più creativi della realtà. Si dice che la realtà sappia superare la fantasia: noi diciamo che la fantasia non è fantasia, non è irrealtà.

La fantasia, l’immaginazione, la capacità di avere visioni sono altrettanto reali dello schermo sul quale leggete queste parole e producono realtà altrettanto tangibile. Sono emersione di opzioni, apertura di possibilità, sviluppo di potenzialità. Punto di partenza imprescindibile per costruire un futuro che sia davvero sostenibile, gratificante e fruttuoso.

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