Le risorse per il futuro preferito

Per realizzare un progetto servono le risorse. Cioè: per intraprendere un viaggio (soprattutto quelli nel futuro) occorre attrezzarsi. Per costruire qualcosa di nuovo servono, come in una ricetta di cucina, conoscenze e ingredienti adeguati.

Quando si pensa alle risorse, specie in ambito lavorativo, si tende a considerare quelle esteriori e materiali. In realtà non sono le uniche, anzi. Le prime risorse da verificare sono proprio quelle immateriali: intendo cose come lo stato d’animo, l’atteggiamento individuale, l’intenzione, la motivazione. E poi la capacità di superare gli ostacoli e i momenti difficili, capacità che si può rafforzare esplorando blocchi, resistenze, convinzioni limitanti.

Ci sono anche le risorse interiori che non sappiamo di avere, o che pensiamo di avere in quantità e qualità minori di quanto siano in realtà. Anche queste vanno scoperte e sbloccate. Penso alla determinazione, all’energia, alle conoscenze e competenze, ai comportamenti operativi. Alcune di queste cose  molto probabilmente si sono già manifestate, a tratti, tanto o poco, ma non ce ne siamo accorti.

Le risorse esteriori e materiali sono forse quelle a cui viene più immediato pensare, ma forse non tutte sono così scontate. Chi ci può aiutare, dove sono i soldi necessari, i collaboratori, le attrezzature. E chi può essere il nostro mentore, a quali gli esempi ci ispiriamo…

Tutto questo detto così può sembrare di una banalità sconcertante. Eppure spesso siamo così consolidati nelle nostre abitudini di pensiero e di comportamento, così seduti dentro le nostre convinzioni, che prendiamo per realtà inevitabile ciò che invece è solo una delle tante opzioni possibili. E non siamo consapevoli di tutto ciò che abbiamo già o che sta a portata di mano. Ecco perché un punto di vista esterno – di un coach, consulente o formatore – è tanto prezioso. Può essere esso stesso una delle risorse, una risorsa decisiva.

Io l’ho imparato sulla mia pelle tanti anni fa. Mi ero rivolto a una consulente di carriera perché, allo scollinare dei 40 anni, mi stavo chiedendo se stessi vivendo la vita che davvero volevo, e che cosa volessi fare da grande. Di fronte al mio totale smarrimento, lei mi fece cominciare con un esercizio semplice e rivoluzionario: mi chiese di elencare i miei successi nella vita. Ne voleva almeno 10. E nonostante quel numero mi sembrasse spropositato, alla fine fui capace di trovarne anche di più.

Ecco: lì dentro c’era un sacco di risorse, di ogni tipo, a cui non avevo mai fatto caso. E che furono la base su cui cominciai a disegnare e costruire il mio futuro preferito. Che è poi il mio presente attuale. Sempre in evoluzione.

No Comments

Post a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.