Chi sono

Per 15 anni amministratore delegato di una società di servizi, e prima giornalista in tv, radio e giornali, capo ufficio stampa, ghost writer, membro di staff direzionali in organizzazioni complesse (i dettagli su LinkedIn). Ovunque sia andato, c’era sempre qualcosa di nuovo da sperimentare, una progettualità da rilanciare, un’evoluzione da favorire e nutrire, così da restare al passo con i tempi – anzi, possibilmente anticiparli del giusto attimo – e non farsi superare dagli eventi. O almeno: questo è il modo in cui ho sempre interpretato il mio ruolo.

Ciò che mi attrae è il movimento vitale della crescita e dell’evoluzione, la possibilità di costruire qualcosa di nuovo, utile e bello, rendendo questo mondo un posto migliore. Il che vale, naturalmente, anche per la vita e le attività dei miei clienti, siano essi aziende o persone.

Ho quindi capito (dopo un bel po’ di lustri di smarrimento e a tratti di sofferenza) che in effetti sono nato nell’epoca giusta: l’epoca di un profondo mutamento di paradigma, in cui l’umanità vive una situazione – culturale, sociale, politica, economica – mai sperimentata prima. Affronta un passaggio evolutivo affascinante ma pieno di incognite. Le persone sono spesso alla ricerca di nuovi riferimenti nelle loro vite, e quando si trovano a gestire aziende devono sviluppare un atteggiamento verso il presente e un modo di pensare al futuro sostanzialmente nuovi e inediti.

In tutto questo, io sono quello che affianca e aiuta persone e organizzazioni nel cercare il prossimo passo, esplorare le visioni nuove, disegnare le cornici, tracciare i percorsi, mettere in ordine le risorse. Fin quando il cliente è pronto ad agire e realizzare.

Gli strumenti che uso vengono dalle esperienze professionali passate, dall’executive coaching e dalle scienze dell’anticipazione (“futures studies”), studiati in teoria e affinati sul campo. E poi ci sono le risorse del network

Quando non sono con clienti o colleghi, leggo, studio, scrivo, cammino (possibilmente nella natura, magari in montagna), suono la cornamusa scozzese, esploro luoghi belli e opere d’arte. E continuo a immaginare che cosa potrebbe succedere domani. Che cosa potremmo, noi esseri umani, far succedere.

(p.s.: a questa pagina c’è il modulo per scrivermi direttamente)