Futurismo

Futurismo” è il nome che si sono dati in Italia quelli che in inglese sono futures studies, espressione che possiamo tradurre con “studi del futuro”. Quella disciplina cioè che scruta con metodo i possibili accadimenti a medio e lungo termine, per poi tradurre gli esiti dell’esplorazione in decisioni e azioni anticipanti. Sviluppatesi a partire dalla metà del XX secolo, oggi queste attività sono più che mai attuali. Sono la strumentazione più adatta ed efficace con cui le aziende, le organizzazioni, le persone possono affrontare l’incertezza ormai dominante.

Frequentando il Master in Previsione Sociale all’Università di Trento (cattedra Unesco unica in Italia, con selezione all’ingresso), ho approfondito le basi teoriche delle scienze dell’anticipazione e mi sono impadronito dei metodi e delle tecniche di applicazione. Tra lettura dei megatrend, analisi dei dati e comparsa di wild cards (cigni neri), tra risk management anticipatorio, segnali deboli ed esercizi di futuro, sempre seguendo i principi di fondo (quelli nel box).

Strategie

Lo scopo non è, ovviamente, quello di “predire il futuro”, cosa impossibile da fare. Si tratta invece di intervenire su due livelli: assumere un determinato atteggiamento e attuare un certo tipo di decisioni e azioni. L’atteggiamento nuovo consiste nel liberarsi della visione di un futuro che sia una semplice continuazione del presente, e passare ad un approccio sistemico. Ad una visione, cioè, che tenga in considerazione la complessità di un mondo sempre più articolato e interconnesso in tutte le direzioni. Non parliamo più di futuro, bensì di futuri, al plurale. Non tentiamo di prevedere che cosa accadrà di preciso, ma lavoriamo per ampliare il più possibile il campo del radar puntato verso i prossimi anni. E per essere pronti a gestire ogni sorpresa, quelle pensabili ma anche quelle (in un primo momento) impensabili.

Azioni

L’altro livello riguarda quindi l’oggi, il qui e ora. Prendere decisioni e iniziative che abbiano senso in una prospettiva di futuri possibili, probabili, plausibili, e soprattutto desiderati. Non semplici reazioni a quanto ci accade intorno giorno per giorno, buone giusto per sopravvivere e arrivare a sera in qualche modo. Bensì azioni, finalizzate a costruire edifici robusti in grado di reggere nel tempo, di superare bufere e terremoti.

Insomma: il futurismo serve ad attrezzarsi per prendere decisioni adeguate al XXI secolo, nel metodo e nel merito. Serve a prendere oggi le decisioni migliori, così da cominciare a plasmare un domani sostenibile e fruttuoso.